Rating e qualificazione d’impresa

Il rating d’impresa pubblico resta sulla carta

Al suo posto c’è un insieme di strumenti diversi fra loro. Alcuni obbligatori per settore, altri volontari e premiali, altri imposti dai grandi committenti lungo la filiera.

3

i tentativi di istituire un rating d’impresa pubblico dal 2016. L’articolo 109 del codice dei contratti è stato abrogato dal correttivo di fine 2024.

12.313

le imprese titolari di rating di legalità al 31 dicembre 2023, con domande in crescita di oltre il 30% sull’anno prima.

3 anni

la nuova durata del rating di legalità, dai due precedenti. Il regolamento è in vigore dal 16 marzo 2026.

Senza un indice unico, un’impresa si muove fra strumenti diversi: il primo lavoro è capire quali si applicano davvero e quali pesano in gara o in banca.

Fonti: decreto legislativo 209/2024, articolo 37; delibera 31812 del 27 gennaio 2026, in Gazzetta Ufficiale n. 33 del 10 febbraio 2026; relazione annuale dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, dati al 31 dicembre 2023.

Gli strumenti che seguiamo

Il primo passo è capire quali si applicano alla vostra attività, e quale porta il vantaggio maggiore rispetto ai committenti che avete.

Rating di legalità

Indicatore premiale rilasciato dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Serve per il credito bancario, per i finanziamenti pubblici e come criterio premiale in gara.

Verifica dei requisiti di accesso, analisi dei motivi ostativi, costruzione dei requisiti premiali, domanda telematica e gestione degli obblighi di comunicazione.

Transport Compliance Rating

Protocollo di qualificazione delle imprese di trasporto e logistica presso la committenza industriale, con audit di parte terza. Valuta nove aree, dalla sicurezza stradale alla reputazione.

Autovalutazione, colmatura degli scostamenti sulle nove aree, preparazione all’audit e collegamento con i sistemi di gestione già certificati.

Altri sistemi

Attestazione per i lavori pubblici e gli altri strumenti settoriali applicabili.

Ricognizione di quali si applicano alla vostra attività e in quale ordine conviene affrontarli.

Dalla ricognizione al presidio dei rinnovi

Prima di presentare qualunque domanda verifichiamo i motivi ostativi e costruiamo i requisiti premiali raggiungibili, così la richiesta parte solo quando può reggere.

Ricognizione

Esame dell’attività, dei settori di committenza e delle gare a cui partecipate. Individuazione dei sistemi applicabili e di quelli che portano un vantaggio.

Verifica dei requisiti

Controllo dei motivi ostativi e della documentazione già disponibile, prima di presentare qualunque domanda.

Costruzione del punteggio

Individuazione dei requisiti premiali raggiungibili e delle azioni che li rendono dimostrabili.

Domanda

Compilazione e invio telematico, con la documentazione di supporto.

Mantenimento

Presidio degli obblighi di comunicazione e delle scadenze di rinnovo.

Cosa il rating di legalità premia

Circola l’idea che qualunque certificazione faccia salire il punteggio. Il regolamento è più selettivo.

I requisiti premiali sono otto. Ciascuno vale un segno più; tre segni più fanno salire di una stelletta. Fra questi contano il modello 231 o una funzione di controllo di conformità, l’adesione a protocolli di legalità, la tracciabilità dei pagamenti sotto soglia, l’iscrizione negli elenchi prefettizi, i codici etici di categoria, i modelli di prevenzione della corruzione e la denuncia all’autorità giudiziaria.

Le certificazioni rilevano dentro due voci: ISO 14001, EMAS, ISO 45001 e SA8000 per la responsabilità sociale, ISO 37001 per l’anticorruzione.

I documenti che restano in azienda

  • Ricognizione dei sistemi applicabili, con priorità e tempi
  • Analisi dei motivi ostativi e delle posizioni da sanare
  • Mappa dei requisiti premiali raggiungibili, con le evidenze necessarie
  • Formulario e documentazione di supporto della domanda
  • Procedura interna per gli obblighi di comunicazione
  • Scadenzario dei rinnovi e delle verifiche di mantenimento

Le domande che riceviamo

Il rating di legalità conviene a chi non fa gare pubbliche?

Gli effetti principali sono due, e solo uno riguarda gli appalti. L’altro è l’istruttoria bancaria, dove il decreto 57/2014 impone agli istituti di tenerne conto per ridurre tempi e costi. Il rilascio è gratuito, quindi il costo è il tempo dedicato alla domanda.

Abbiamo già il rating. Cosa cambia con il nuovo regolamento?

Il rating in corso conserva la durata con cui è stato attribuito. La disciplina sostanziale è però già quella nuova: il perimetro dei motivi ostativi si è allargato, quindi va verificato che nessuna situazione preesistente rientri fra quelli.

Quanto tempo serve per ottenere il rating?

Il termine di decisione è di sessanta giorni dal ricevimento della domanda completa, con possibile sospensione fino a quarantacinque giorni. Il tempo di preparazione dipende dalle posizioni da sanare, se sanabili, e dai requisiti premiali da costruire.

Le nostre certificazioni fanno punteggio?

Dipende da quali. ISO 14001, EMAS, ISO 45001 e SA8000 rilevano per la responsabilità sociale, ISO 37001 per l’anticorruzione. ISO 9001, ISO/IEC 27001 e la parità di genere hanno altri effetti: sul rating di legalità non portano punteggio.

Il primo incontro

Esame dell’attività, dei committenti e delle gare, per capire quali sistemi si applicano e quale porta il vantaggio maggiore.